Un ramo della famiglia della moglie ha radici venezuelane. Così quando ci hanno invitato a casa loro per la vigilia di capodanno, abbiamo avuto modo di assaggiare alcune specialità tipiche del luogo: la arepa, la hallaca e le immancabili empanadas, di cui ti avevo parlato non molto tempo fa. La arepa è il pane venezuelano, fatto con una massa di farina di mais. Una specie di focaccia toscana alla cecina (ma con il granturco al posto dei ceci), che può essere cotta al forno, alla griglia o fritta. La hallaca (pronunciato aiacca) è il piatto tradizionale del Natale, quello che da noi sarebbe il cotechino. La particolarità è nella preparazione: il cibo viene infatti avvolto in una foglia di banano, legata con uno spago e cotta per più di un’ora in acqua non salata.
Come sai, sono sempre stato attento a tenere in considerazione il feedback che ricevo dai miei lettori, la linfa vitale che ha permesso a questo piccolo spazio sperduto nella rete, di germogliare e crescere sano e robusto. Così scopro che a qualcuno piacerebbe che io pubblicassi più foto. Un desiderio, suppongo, insito nella natura umana secondo cui guardare è meglio che leggere, e che soddisfa l’atavica esigenza di sbirciare dal buco della serratura. Dal punto di vista tecnico, se fino all’anno scorso potevo accampare la scusa di non aver abbastanza spazio a disposizione (facendo finta di non conoscere Flickr), ora che Tophost ha alzato il limite a 10 giga, quella giustificazione non regge più. Allora non mi rimane che dare ascolto al volere popolare, partendo con una foto scattata la mattina dell’1 gennaio: la colazione a base di french toast e succo d’arancia preparata dalla moglie. Quale modo migliore per cominciare l’anno? un inizio d’anno con un dolce sorriso: Leggi il resto »
Forse ricorderai che più o meno un mese fa, avevo proposto un video in cui un cuoco della rivista CHOW mostrava come cuocere la pasta risparmiando acqua e tempo. I lettori si sono subito scagliati contro il metodo osceno, reclamando a gran voce contro gli eccessi di amido e quant’altro. A me è sempre piaciuto sperimentare in prima persona queste cose, ma la moglie aveva categoricamente vietato di sprecare un pacco di pasta in questo modo. L’altra sera, approfittando del fatto che lei fosse in giro per i centri commerciali a comprare gli ultimi regali natalizi, ho deciso di preparare la cena seguendo il metodo del video (sssshhh, non ditelo a sunshine!). ho cotto la pasta in padella: Leggi il resto »
Non sapevo se mettere questo video tra le lezioni d’inglese o in cucina, dato che insegna un po’ di lingua americana, dando un divertente consiglio culinario allo stesso tempo. Credo che proverò una di queste sere a condurre l’esperimento, eventualmente posterò le prove su queste pagine. Todd Coleman, editore esecutivo del periodico Saveur, mostra come sfruttare due terrine per pelare una testa d’aglio in una decina di secondi. Utile per chi non vuole impuzzolirsi le mani
pelare un bulbo d’aglio in 10 secondi: Leggi il resto »
Se facessi leggere queste righe a mio cognato, vero intenditore del liquido biondo frizzante, come minimo mi disconoscerebbe come parente
Ma dato che siamo ancora in clima estivo, dopo banane, cipolle ed altre frivolezze, oggi voglio suggerirti alcuni modi inconsueti per usare una lattina di birra. Già, perché a quanto pare ricercatori ed esperti di mezzo mondo, piuttosto che bersela mentre assaporano una bella pizza, la portano in laboratorio e la sottopongono a singolari analisi chimiche. Si scopre così che gli acidi in essa contenuti sono efficaci contro la ruggine o vari ossidi, mentre gli zuccheri possono ridare nuova vita al tuo prato danneggiato dalla pipì del cane del vicino. Se t’ho incuriosito, non ti rimane che seguirmi in questo singolare viaggio, ispirato da un interessante articolo apparso su un giornale di cucina a cui siamo abbonati. usi alternativi per la birra: Leggi il resto »