Dato che il mio intervento sulla pubblicità del Kinect andata in onda durante il Super Bowl ha scatenato un’interessante discussione sull’essere “visionari” ed aperti di mente, non potevo non cogliere la palla al balzo per parlare di In Time, l’ultimo lavoro di Andrew Niccol, l’uomo dietro belle pellicole come Gattaca, S1m0ne e The Truman Show. Premesso che ascoltare il trailer doppiato mi ha fatto uno strano effetto (era un bel pezzo che non guardavo un film con le voci italiane), quando l’abbiamo guardato lo scorso fine settimana grazie ad Amazon Video, alla fine sono rimasto un po’ con la sensazione che l’idea di fondo sia stata solo parzialmente tradotta in una narrazione efficace. Questo non vuol dire che non vale la pena di andarlo a guardare al cinema, quando esce in Italia, o di noleggiarlo in DVD. Anzi, forse potrai darmi il tuo parere, ed aiutarmi a capire. Prima di continuare, il solito avviso ai naviganti: nel seguito parlerò della trama del film, se quindi non vuoi rovinarti la sorpresa, evita di proseguire. in time, fantascienza o provocazione?: Leggi il resto »
Mio cognato era al 27esimo cielo ieri sera, da irriducibile fan dei New York Giants, quando alle 9.57 di sera sono scaduti gli ultimi secondi della gran finale che vedeva la sua squadra del cuore battersi contro i Patrioti del New England per agguantare il trofeo più ambito del football americano, il Super Bowl. Al mio paesello hanno sparato fuochi d’artificio, la gente si è riversata per strada e tutti hanno gioito per questo risultato arrivato dopo una stagione di sofferenza. In cui i Giganti hanno persino rischiato di essere eliminati nella prima fase, e di non accedere neppure agli ottavi di finale (a causa di un sacco di titolari infortunati). Invece la tenacia dell’allenatore, la forza del quarterback e la resistenza della difesa, ha fatto o’ miracolo
Chissà che anche il mio Milan alla fine non riesca a rialzare la testa allo stesso modo. i giganti di new york ce l’hanno fatta: Leggi il resto »
Kiefer Sutherland e Titus Welliver. Se le serie tv americane a base di tensione, mistero e fantascienza sono una tua passione, dovrebbero bastare questi due nomi a convincerti che vale la pena guardare l’ultimo parto della mente di Tim Kring (il papà di Heroes). Il primo ci ha tenuti con il fiato sospeso per 24 lunghissime ore, il secondo è stato uno dei miei pochi personaggi preferiti nella serie TV più chiacchierata della storia, Lost. Qualche giorno fa è andata in onda la puntata “pilota” di Touch, in cui Kring ripropone il suo cavallo di battaglia: proprio come in Heroes, anche qui i protagonisti sono tutti connessi tra loro in qualche modo, stavolta non da superpoteri ma da numeri. Personalmente ne sono rimasto più che affascinato, e se il buongiorno si vede dal mattino, o meglio dalla prima puntata, allora questa sarà una splendida giornata
touch, siamo tutti connessi da un sottile filo rosso: Leggi il resto »
Abbiamo scoperto che alla biblioteca comunale hanno una sezione con tanti film internazionali, tra cui anche qualche DVD italiano più o meno famoso, e così ne abbiamo preso in prestito un paio: Gomorra e Giorni e Nuvole. Del primo oramai ho sentito parlare così tanto che alla fine ho deciso di guardarlo, mentre il secondo vede come protagonista Antonio Albanese, che in qualità di comico ho sempre apprezzato, sin dai tempi di Frengo a Mai Dire Gol. Non avevo letto nulla in giro su questo film, ma pensavo fosse sulla falsariga di È già ieri, la sua reinterpretazione di Ricomincio da Capo (Groundhog Day) con Bill Murray. Ah, dimenticavo il solito avviso: nel seguito parlerò della trama del film, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, puoi fermarti qui. giorni e nuvole, con albanese: Leggi il resto »
Essendo una delle poche serie con una solida base d’ascolto, il dottor House può permettersi di andare in vacanza già a fine Novembre e di riprendere le trasmissioni l’anno prossimo. Nell’attesa, non mi rimane che spulciare tra le curiosità intorno a questo medico più unico che raro. Quand’ero ancora in Italia, ricordo che una sera chiesi al mio amico anatomopatologo (già, a quanto pare il lavoro del dottor Casa esiste davvero, persino nel Belpaese) se tutte quelle malattie fossero vere. Lui, che guardava sporadicamente qualche puntata, mi confermò che i sintomi e le diagnosi sono verosimili, anche se non di rado ci ricamano sopra per costruire, ovviamente, qualcosa di più adatto al piccolo schermo. Questa tesi è confermata da un sito in cui sono inciampato di recente, che analizza ogni puntata al microscopio (per non dire ai raggi x eheh), in cui Scott, un medico di famiglia con un passato nell’esercito, si diverte a spiegare le curiosità dietro a tutte le patologie. Da non perdere